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BEAUTY NEWS

Bella e accessibile, la gonna nera di Letizia Ortiz è della collezione moda autunno inverno 2019 2020

Eleganza low cost per Letizia Ortiz: in occasione della conferenza sul clima al Palazzo Reale di Madrid, ha indossato una bellissima gonna nera lunga della collezione H&M Conscious Collection. La linea moda sostenibile del colosso svedese presenta una particolare cura nella scelta dei tessuti così come del design e del prezzo, e ora ha anche conquistato anche la Regina di Spagna.

Il risultato è un look sofisticato giocato sulla bicromia: la gonna nera a semi-ruota è stata abbinata a un top di seta firmata Boss e a un paio di décolleté con punta triangolare. Sobria ed elegante, Letizia Ortiz ha sorpreso tutti.



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Abito verde acqua e trecce: ecco il look scelto da Rihanna per partecipare ai Fashion Awards evento dedicato al mondo della moda durante il quale la pop star è stata premiata nella categoria Urban Luxe.

Le trecce di Rihanna ai Fashion Awards 2019

Parliamo di trecce appunto e, nello specifico di Fulani Braids ovvero una tipologia che mixa più tecniche (attaccate alla cute fino a metà testa poi lasciate cadere lunghe e libere sulle spalle) e che affonda le sue radici nella tradizione. Fulani è infatti il nome di una tribù nomade dell’Africa Occidentale che attribuisce molta importanza alle donne e ai loro capelli. Le lunghezze sono quindi intrecciate e attaccate alle testa grazie alla tecnica del cornrowing nella parte frontale, sciolte e arricchite con gioielli e perline in quella finale. Un’acconciatura che rientra in pieno nella cultura afro e che è stata adottata negli anni da molte celebrities quali appunto Rihanna e Alicia Keys.

Alicia Keys con le trecce Fulani Braids

Queste trecce vengono spesso associate a quelle sfoggiate da Bo Derek alla fine degli anni 70 chiamate, appunto, Bo Braids.

Bo Derek con le trecce nel film 10 del 1979

Una tendenza riportata in auge da Kim Kardashian nel 2018 durante gli MTV Movie & TV Awards scatenando le polemiche. La star infatti venne accusata di “cultural appropriation” che, tradotto, vuole puntare il dito su chi “sfrutta” riferimenti estetici non appartenenti alla propria cultura.

Le trecce di Kim Kardashian molto criticate

 

 

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Rose Villain continua a farci viaggiare con il video del suo ultimo singolo Sneakers

L'artista italiana evolve ancora una volta il suo stile e ci porta (con le sneakers) su un pianeta lontano per scappare dalle nostre pene d'amore. È questa l'idea che ha ispirato il video di Sneakers, brano che «è nato in maniera molto diversa da come scrivo generalmente le mie canzoni», ci ha raccontato Rose Villain. «Ho usato un accessorio di tutti giorni (le sneakers. Ndr) come metafora degli istinti che ti trascinano via da una situazione dolorosa come l’infedeltà».

Rose Villain - Sneakers
Rose Villain - Sneakers

Fuga raccontata con la scelta di girare il video in un paesaggio «che sembrasse Marte» come la Death Valley, in California, ma anche attraverso gli outfit indossati da Rose Villain nel video. «Con la stylist Elisa Zaccanti abbiamo creato dei look un po’ alieni con il solito tocco tom boy che mi rappresenta. Amo i suits da uomo oversize, e tutto il mondo anni Ottanta che nella vita di tutti i giorni mixo con sneakers più moderne. Il mio stile rispecchia molto la musica che ascolto: rock anni '80 e hip hop contemporaneo.»

La scena preferita di Rose è quando la protagonista della canzone lancia una piccola asteroide contro l'ex ragazzo che l'ha tradita. Guardate il video di Sneakers qui sotto.



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Svelati a Verona gli scatti del nuovo calendario Pirelli, firmato da Paolo Roversi. Protagoniste, nei panni di Giulietta, Kristen Stewart, Emma Watson, Claire Foy, Mia Goth, Yara Shadidi, Stella Roversi, Rosalia, Indya Moore, Chris Lee

Le immagini di Paolo Roversi, sono "incredibilmente simili a dipinti", dice Emma Watson, una delle protagoniste del Calendario Pirelli 2020, “Looking for Juliet”, presentato il 3 dicembre a Verona e scattato interamente dal fotografo italiano.

È dedicato a Giulietta, o meglio alla ricerca di Giulietta. Perché, dice Roversi, che cos'è in fondo Giulietta, se non “un sogno? La sto ancora cercando, la cercherò per tutta la vita”.

Intanto ne ha trovate nove, di età e provenienze diverse, ognuna allo stesso modo degna di interpretare Giulietta, per trasformarla in un personaggio sfaccettato e moderno. Ogni scatto è un racconto, la storia di una diversa Giulietta. Perché, come nota Claire Foy (la "regina" delle serie 1 e 2 di The Crown): “tutti possono essere Giulietta, qualsiasi persona di qualsiasi genere ed età può impersonare l’amore senza speranza. Romeo e Giulietta sono universali”.

Claire Foy
Claire Foy

Osserva ancora Emma Watson che le fotografie di Roversi sono stratificate e profonde al di là della loro sublime leggerezza, perché “contengono una narrazione, ognuna è di per sé una storia”. E infatti, spiando nel backstage del Calendario (che potete vedere nel video qui sotto), si capisce subito che la costruzione di ogni immagine nasce da un piccolo film: c’è un’azione, un movimento, un racconto che poi viene cristallizzato nello scatto. Si tratta così di “still life” nei quali tuttavia si percepisce ancora potentemente la dinamica della vita.

Emma Watson
Emma Watson

Le attrici sul set non si sono limitate a posare, hanno realmente recitato la parte di Giulietta, declamando anche dei versi tratti da Shakespeare. Kristen Stewart, totalmente nella parte, ha detto di aver sempre fatto il tifo per Giulietta: "C’è che pensa che uccidersi per amore sia una debolezza, io credo sia una dimostrazione di grande forza. Ci sono Giuliette dappertutto nel mondo. E io mi sento sia Giulietta sia Romeo".

Kristen Stewart
Kristen Stewart

Per Yara Shadidi, la parte più interessante del lavoro con Roversi è stato il coinvolgimento in un processo di ri-scrittura creativa e per immagini di un classico: "quello che ho più amato a scuola, tanto che la mia copia del libro è così piena di appunti che è quasi impossibile ormai leggere il testo".

Yara Shadidi
Yara Shadidi

È talmente contemporanea la Giulietta di Paolo Roversi che una delle sue interpreti è Indya Moore, attrice di Pose, di genere non binario: "Per me la storia di Romeo e Giulietta simboleggia i pregiudizi e la violenza che spesso accompagnano l’amore e le persone trans".

Indya Moore
Indya Moore

Il Calendario Pirelli 2020 racconta dunque una storia d'amore calata nell'oggi in cui Giulietta è ognuno di noi e si incarna negli splendidi nove volti di Kristen, Claire, Emma, Mia, Yara, Indya, Stella e nelle cantanti Chris Lee e Rosalia.

Chris Lee
Chris Lee
Rosalia
Rosalia
Stella Roversi
Stella Roversi

Guardate la gallery e il video del backstage

Calendario Pirelli 2020, le foto backstage con Emma Watson e Kristen Stewart
Chris Lee
Chris Lee
Alessandro ScottiChris Lee
Chris Lee
Alessandro ScottiChris Lee, Paolo Roversi
Chris Lee, Paolo Roversi
Alessandro ScottiClaire Foy, Paolo Roversi
Claire Foy, Paolo Roversi
Alessandro ScottiClaire Foy, Paolo Roversi
Claire Foy, Paolo Roversi
Alessandro ScottiPaolo Roversi, Emma Watson
Paolo Roversi, Emma Watson
Alessandro ScottiPaolo Roversi, Emma Watson
Paolo Roversi, Emma Watson
Alessandro ScottiEmma Watson
Emma Watson
Alessandro ScottiIndya Moore
Indya Moore
Alessandro ScottiIndya Moore
Indya Moore
Alessandro ScottiKristen Stewart
Kristen Stewart
Alessandro ScottiKristen Stewart
Kristen Stewart
Alessandro ScottiKristen Stewart
Kristen Stewart
Alessandro ScottiMia Goth
Mia Goth
Alessandro ScottiMia Goth
Mia Goth
Alessandro ScottiRosalia, Paolo Roversi
Rosalia, Paolo Roversi
Alessandro ScottiRosalia
Rosalia
Alessandro ScottiRosalia, Paolo Roversi
Rosalia, Paolo Roversi
Alessandro ScottiStella Roversi
Stella Roversi
Alessandro ScottiPaolo e Stella Roversi
Paolo e Stella Roversi
Alessandro ScottiStella e Paolo Roversi
Stella e Paolo Roversi
Alessandro ScottiYara Shahidi, Paolo Roversi
Yara Shahidi, Paolo Roversi
Alessandro ScottiYara Shahidi
Yara Shahidi
Alessandro Scotti

Calendario Pirelli 2020, le foto backstage con Emma Watson e Kristen Stewart



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Foreo è uno dei brand che hanno aderito al Black Friday, proponendo alcuni prodotti in offerta. Ufo, in particolare, è stato venduto a 10 euro piuttosto che a quasi 300, registrando un boom di vendite in poche ore. La cosa che in pochi sanno è che si è trattato solo di un errore di sistema: a causa del sito in tilt i prezzi sono stati stravolti.Continua a leggere

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L'olio di avocado è tra i rimedi naturali più efficaci per prevenire le rughe: ha proprietà rigeneranti e protettive ideali per la cura di viso, corpo e capelli, è infatti molto apprezzato per i suoi utilizzi cosmetici. Ma scopriamo di più sulle proprietà dell'olio di avocado e come utilizzarlo per la nostra bellezza e il nostro benessere.Continua a leggere

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I correttori per l'autunno 2018
Flawless Face Foundation Primer - 14,95 €Instant Skin Perfector - 28 €Correttore My Color - 14,99 €Defence Color Correttore Illuminante - 18 €Prime and Fine Goodbye Pores Base Levigante - 5,69 €Le Correcteur de Chanel Beige 20 - 35 €Cover Solution Camouflage Concealer 01 Ivory - 4,90 €Camouflage Corrector - 28,50 €Perfect Look Correttore - 9,95 €Primer Viso Colour Balance Primer in Gocce - 4,89 €Pore-Express Blur Opacizzante - 35,90 €Camouflage Concealer Palette - 12,90 €Gentle Cover® Concealer - 7,90 €Highlighting Concealer - 40 €Born This Way Multi-use Sculpting Concealer - 28,90 €Stick Correttore Zéro Défaut Viola - 9,95 €Multi Stick for Face & Lips - 20 €Second Skin Concealer - 8,90 €

I correttori per l'autunno 2018

È una verità ben nota a tutte: il correttore ha il potere di cambiarti la giornata tanto quanto un bel caffè forte di prima mattina. Ma se è fondamentale aver identificato la formula perfetta, cioè quella che si addice al nostro incarnato, è altrettanto importante sapere come utilizzarla per far scomparire occhiaie e brufoletti indesiderati, con il fine di ottenere quell'effetto "make up no make up" che in tante amiamo. Per sapere come fare, ci siamo rivolte agli esperti. Tre tra i make-up artist più richiesti ci spiegano come ottenere quel look "pelle impeccabile", in qualsiasi momento della giornata.

PARTITE DA UNA PELLE LEVIGATA Con una buona pulizia e un'ottima idratazione, grazie a prodotti idratanti ricchi di sostanze nutrienti, ma dalla texture leggera come Hydra Zen di Lancôme, spiega Nick Barose, make-up artist che vanta tra le sue clienti Lupita Nyong’o, Priyanka Chopra e Rachel Weisz. «Prima di grandi apparizioni sul red carpet, utilizzo un panno intiepidito per andare ad agire sulle aree in cui la pelle è secca», ci spiega. Invece, se la disponibilità di tempo lo permette, il make-up artist Vincent Oquendo incoraggia le proprie clienti ad utilizzare lo scrub per il viso Facial Scrub del Dr. Barbara Sturm oppure Flash Rinse One-Minute Facial di REN per un incarnato luminoso e senza imperfezioni, prima di cospargere la pelle con il Siero alla vitamina A di Georgia Louise per un’ulteriore dose di idratazione. «Si assorbe e non appesantisce la pelle, il che significa che il correttore non si scioglierà migrando in altre zone del viso», afferma Oquendo. Se siete solite usare anche il fondotinta, il consiglio di Barose è di partire da quello e applicarlo ovunque, anche sotto gli occhi. «Attenzione a non utilizzarne troppo perché metterà in risalto ciò che volevate nascondere. Dopo averlo applicato vi renderete meglio conto se avrete bisogno o meno di abbondare col correttore quanto pensavate».

SCEGLIETE LE TONALITÀ GIUSTE «Se i sottotoni sono abbinati male, il correttore finirà per apparire grigio o per risaltare troppo», ci insegna Oquendo. Se la pelle ha un sottotono caldo allora occorre optare per nuance calde come giallo e arancione, mentre la pelle con sottotono freddo risulterà al meglio con tonalità rosa. Inoltre, è buona abitudine utilizzare correttori in nuance diverse a seconda della zona del viso da trattare. «Nella zona sotto gli occhi preferite una formula illuminante di una tonalità più chiara della vostra carnagione», afferma Barose, che ama utilizzare il correttore dalla consistenza lussuosa Creamy Concealer di NARS e il correttore per occhi Eye Concealer di Sisley dotato di un applicatore con punta metallica a effetto rinfrescante. «Per il resto del volto scegliete invece una formula più ricca che si abbini perfettamente al vostro incarnato».

APPLICATELO DALL'ANGOLO INTERNO DEGLI OCCHI VERSO L'ESTERNO «Non è necessario applicare il correttore sull’intera zona sotto gli occhi, basta limitarsi all’area in cui avete le occhiaie», spiega Romy Soleimani, che conta tra le clienti Tracee Ellis Ross e Cara Delevingne, tra le altre. «Solitamente un terzo della zona a partire dall’angolo interno e un po’ verso l’angolo esterno». Per quanto riguarda l’applicazione, Romy ama applicare il prodotto con un piccolo pennello dalle setole sintetiche e poi utilizzare i polpastrelli per sfumarlo accuratamente. «È importante non avvicinarsi troppo alle ciglia inferiori in modo da non creare accumuli o una linea troppo rigorosa», afferma. «Assicuratevi inoltre di coprire anche i lati del naso che giungono fino all’angolo interno dell’occhio». Se la zona sotto gli occhi necessita di un maggior effetto illuminante, Soleimani la neutralizza con un correttore cremoso nella tonalità color pesca.

IMPERFEZIONI Per assicurarsi che il correttore aderisca al brufolo, Oquendo applica prima un primer opaco. «Le imperfezioni tendono già di loro a produrre sebo in eccesso, quindi è necessario fare in modo che il correttore non scivoli e migri altrove», spiega il make-up artist, che opta per un correttore dalla texture densa come Sensual Skin Enhancer di Kevyn Aucoin («Copre assolutamente tutto!», afferma) e cosparge il prodotto sul brufolo.

TAMPONATE E POI FISSATE Dopo aver utilizzato le salviettine assorbi sebo ad effetto opacizzante, Soleimani utilizza un piccolo applicatore a cupola per applicare una cipria leggerissima come Veil Translucent Setting Powder di Hourglass Cosmetics sotto agli occhi e attorno al naso. Per un effetto illuminante con un tocco di brillantezza Oquendo suggerisce  Secret Brightening Powder di Laura Mercier da utilizzare sotto agli occhi. Ed ecco qua: un incarnato luminoso come dopo 12 ore di sonno e senza alcun caffè.

Il makeup tutorial di Winnie Harlow

Originariamente pubblicato su Vogue.com

Foto in apertura Craig McDean, Vogue Italia, febbraio 2002



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Capelli afro: how to
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Capelli afro: how to

In molti stanno applaudendo l'iniziativa di Lindsey Day, co-fondatrice e editor in chief della nuova rivista "Crwn". Di cosa si tratta? Dedicato alle donne di colore in tutto il mondo, è un magazine che offre consigli di bellezza con focus sui capelli della black population, fino ad oggi esclusi dalle riviste patinate, salvo alcuni pezzi che si contano sulle dita di una mano.

Intanto negli Stati Uniti sta guadagnando popolarità l'app Color, primo database di ispirazione per acconciature destinate esclusivamente alle donne di colore. La giornalista di beauty Debra Shigley ha lanciato questo progetto per colmare un vuoto, si legge sulla stampa estera. La verità è che i capelli afro richiedono un discorso a parte, oltre a cure super personalizzate. Ecco cosa ci ha raccontato Stefano Piuma, hairstylist di Les Garçons De La Rue (www.lesgarconsdelarue.com) e partner Sebastian.

IDENTIKIT DELLA CHIOMA AFRO «La chioma afro è caratterizzata da capelli particolarmente voluminosi, proiettati nello spazio. Questa è la loro innata bellezza. La seconda peculiarità dei capelli afro è che sono particolarmente fragili e sensibili: tendono infatti a rompersi facilmente, specie se spazzola e pettine vengono usati con troppa foga. Ragione per cui raccomando di prestare particolare attenzione e usare questi tool con delicatezza».

LA HAIR ROUTINE PER I CAPELLI AFRO «Consiglio di usare prodotti di haircare e detersione idratanti, meglio ancora se elasticizzanti. Sì a degli impacchi di olio molto ricchi, utili per districare e idratare al meglio il capello, in modo che non si spezzi», spiega l'esperto. «Tra i prodotti indispensabili, si parte da uno shampoo ricco di olii idratanti, oligoelementi ed elastene, che elasticizzi il capello rendendolo più resistente al brushing. È importante anche fare periodicamente una corposa maschera, che apporti lipidi e regali flessibilità. Infine, a seconda del look scelto, sì a prodotti a base di crema per asciugare il riccio in modo compatto, o in alternativa olii o siliconi di qualità, per addolcire il crespo». FOCUS INGREDIENTI ANTICRESPO Crespo non ti temo: già, ma su che ingredienti e texture puntare? Secondo Piuma, «per le donne che amano il mondo naturale sono indicati olio di cocco o di avocado. Se invece si desidera ottenere un risultato immediato, un buon silicone è d'aiuto, ad esempio il Liquid Gloss Sebastian, che nasce per domare le chiome afro negli Stati Uniti. Oggi in commercio troviamo anche nuovi prodotti a base di estratti di alghe marine, concepiti per donare elasticità e domare il capello crespo».

HAIRSTYLE: PETTINATURE AFRO DI TENDENZA Secodo l'esperto, «oggi sono "trendy" i volumi meno geometrici, meno precisi, meno lineari e con texture irregolari nella superficie. Per le donne più glamourous, invece, sì ai look lisci (li sfoggiano spesso Beyoncé e Naomi Campell), magari un long bob colorato in nuance pop: oggi esistono delle stirature afro molto performanti, che tendono a dare risultati impeccabili anche sui capelli più difficili. Per l’uomo, invece, vanno di moda tagli molto corti, come quelli che vediamo sui cantanti della scena hip hop».

IL LIBRO DA LEGGERE Volete farvi una cultura sulla cultura afro e black? Vi consigliamo il nuovo libro "How To Slay", di Rizzoli Usa (www.rizzoliusa.com), dedicato alle icone afroamericane nel corso del ventesimo secolo fino ad oggi. Ispirazioni à gogo - da Rihanna a Pharrel - e scatti d'autore da collezione.

A lezione di ricci da Tracee Ellis Ross



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Si chiama Adut Akech ed è la top che si è aggiudicata il premio Modella dell'anno ai British Fashion Awards 2019. Oggi calca le passerelle più ambite al mondo ma in passato ha dovuto affrontare molti momenti difficili. Da bambina ha vissuto in un campo profughi, poi si è trasferita in Australia come rifugiata.Continua a leggere

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Set of manicure accsessories for nails design Bisogna ammetterlo: le unghie hanno vissuto un lungo periodo di calma piatta. Probabile che persino la vostra manicurista, in salone, si annoiasse ripetendo gli stessi step in modo meccanico. Dopo aver limato e arrotondato le lunette, procedeva stendendo un doppio strato di smalto rosso tinta unita o al massimo rosa chiaro seguito da top-coat d’ordinanza. Fine. La french manicure (ora tornata  alla ribalta grazie alle sorelle Kardashian e a Rihanna) è stata considerata, e forse lo è ancora, di pessimo gusto. Mentre disegni, applicazioni e qualsiasi cosa deviasse dalla norma era visto come poco elegante o al limite molto esotico. Mentre in Giappone e Corea sfoggiare disegni di fiori e gattini, perline e cristalli è da tempo un grosso trend qui veniva visto come una moda passeggera, che si sarebbe esaurita dopo poco. Ora invece il fenomeno Nail Art è esploso, rendendo protagoniste le unghie con effetti 3D, gioielli e illustrazioni degne di un cartoon. Chi sono le protagoniste di questa rivoluzione beauty? Qui sotto trovate una rassegna dei nomi più interessanti da seguire su Instagram.

unistella

Alcuni lavori di Unistella su Instagram @unistella_kr

 

Unistella @unistella_kr e @nail_unistella Lei è Park Eun-kyung e, se siete appassionate di unghie dovete assolutamente seguire il suo account Instagram (sia professionale che privato) dove posta tutti i suoi lavori. È una vera trend setter dato che ha creato alcune delle tendenze più forti dell’ultimo periodo, dalle shattered nails che sembrano composte da frammenti di specchio ai gioielli per unghie composti da un semplice filo d’oro che segue la forma della lunetta. Il suo salone, in Corea, è diventato così famoso da averle permesso di sbarcare oltreoceano per lavorare con celebrities e designer. La tendenza che sarà più forte questa stagione? Le magnet nails realizzate con polvere olografica.

betina

Alcune immagini prese dall’account Instagram di Betina Goldstein

Betina Goldstein @betina_goldstein Il suo stile minimalista e prezioso al tempo stesso ha conquistato pubblico e addetti ai lavori: Betina è infatti un habitué dei set dei magazine più importanti, da Vogue in poi. Un tratto distintivo dei suoi lavori è l’abitudine di lasciare le unghie ‘nude’, stendendo appena un velo di smalto trasparente, per poi aggiungere elementi grafici, cristalli o gioielli. Ha infatti lanciato una sua linea di bijoux pensati apposta per le mani. Si chiama Double Moss Jewelry e propone sottili anelli in oro a forma di serpente stilizzato oppure decorati con perle che ricordano i dettagli Art deco.

 

nails by mei Mei Kawajiri @nailsbymei Dimenticate il minimalismo: il punto di forza di Mei, arrivata a New York a soli 18 anni con il sogno di diventare artista dei tatuaggi, sono le creazioni in 3D. L’ispirazione è la cultura ultrapop e kawaii del Giappone, il suo paese d’origine, ma anche la musica, i film e l’arte in generale. Gigi Hadid, Ariana Grande e lo stilista Demna Gvasalia sono solo alcuni dei suoi clienti celebri. Se siete stanche del solito gel e siete in cerca d’ispirazione, questo è l’account perfetto per voi.

the hang edit

Hang Nguyen @thehangedit Colorate, fantasiose e funny: le creazioni di Hang rappresentano un giusto compromesso tra il minimalismo e la voglia di divertirsi. Dai segni zodiacali alle zucche passando per farfalle di glitter e le illustrazioni ispirate a Andy Wharol: su suo account troverete un caleidoscopio di idee, alcune realizzabili anche a casa se avete la mano abbastanza ferma. Il trend più forte delle prossima stagione invernale? Secondo Hang saranno i fiori, dipinti con tocchi impressionisti a partire da una base neutra.

L'articolo Unistella e le altre nail artist più innovative da seguire su Instagram sembra essere il primo su Glamour.it.



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Uno spettacolare giardino composto da abiti dà il benvenuto ai visitatori all’ultimo piano della boutique Alexander McQueen di Old Bond Street. Intitolata Roses, la mostra di Sarah Burton si apre con una citazione di Alexander “Lee” McQueen, all’ingresso, che recita: «Everything I do is connected to nature in one way or another» (Tutto ciò che faccio è in qualche modo legato alla natura) e conduce il visitatore attraverso tutti i sentieri della creatività che, nel corso degli anni, sono sbocciati per diventare gli abiti floreali di McQueen.

Ma Roses è qualcosa di molto diverso dalla tipica esposizione da museo. «Volevo mostrare come la comunità fosse al centro di ogni cosa che facciamo presso la maison Alexander McQueen», afferma Burton. «Sin dall’inizio, quando ho iniziato a lavorare con Lee, dai tempi del Central Saint Martins nel 1996, quando eravamo in pochi, veniva offerta a ognuno di noi, stagisti inclusi, un’esperienza concreta, sul campo, su come creare e realizzare capi e accessori».

Ribaltando l’ordine consueto fatto di mistero ed esclusività da VIP che circonda i brand di lusso, Burton è impegnata nella missione di sviluppare risorse accessibili che promuovano la condivisione del sapere a favore delle nuove generazioni. La visita privata di mercoledì, per esempio, era per un gruppo di studenti di moda che aveva invitato da tutta la Gran Bretagna. Assieme alla responsabile dell’atelier McQueen, Judy Halil, ha condiviso ricordi e dato una dimostrazione delle tecniche che sono vive e fanno parte della cultura della maison. Un’installazione video permanente documenta Halil durante la realizzazione del “Rose dress” della collezione Autunno/Inverno 2019-20, da cui prende il nome la mostra, in una sorta di diario step by step, dalle plissettature più minute al panneggio più straordinario.

Lungi dall’essere un gesto singolo in tempi in cui il budget destinato all’educazione artistica è soggetto a continui tagli, l’evento di Sarah Burton ha dato il via ad una seconda serie molto geniale di talk e workshop dedicati ai college con membri del team Alexander Mcqueen, che si sono tenuti presso lo store a partire dai tempi di Unlocking Stories, la prima mostra che ha organizzato a inizio del 2019. Fiumi di clienti e gruppi di teenager curiosi che si sono presentati in boutique hanno tutti intrapreso un tour, completamente gratis.

La mostra Roses è strutturata attorno a due creazioni in particolare: il sensuale “Red Rose dress” con le sue volute di petali scolpiti e l’indimenticabile abito a crinolina che McQueen realizzò, assisto da Burton e un team di fioristi, con tanto di fiori veri, per la sua collezione Sarabande per la Primavera/Estate 2007. Quest’ultimo accoglie i visitatori mentre si incamminano lungo la scala a chiocciola.

Red Rose dress
Red Rose dress
Tim Beddow

Nel corso di settimane dedicate a una meticolosa restaurazione in-house, il team McQueen ha fatto la toccante scoperta che alcune delle ortensie secche e un singolo bocciolo di rosa sono "sopravvissuti" all’interno dell’abito. Il ricordo di Burton di quel look è legato ad un contesto tecnico. «I fiori potevano essere applicati solo all’ultimo minuto. Con l’incedere della modella che lo indossava, i fiori iniziarono a cadere lasciando una scia dietro di lei», ricorda. «Il pubblico ebbe un sussulto». Nel corso della mostra, quel momento viene riproposto con una clip della sfilata.

Abito a crinolina
Abito a crinolina
Tim Beddow

Ci sono poi abiti giganti che ricordano garofani rosa nell’atto di esplodere, come se fossero stati piantati nelle aiuole di una casa di campagna inglese. Ma anche ghirlande rotolanti di ricami, rose regali e abiti impollinati da api che si ispirano agli arazzi del movimento Arts and Crafts. Uno, in particolare, fu modellato da McQueen utilizzando l’umile tela da sacco. Burton ricorda che Lee aveva incaricato gli studenti di ricamarci sopra in maniera spontanea con farfalle di lana immaginarie e fronde di fiori.

Alla fine, con tutto il suo simbolismo e la ricerca, l’itinerario porta al presente con una fotografia di un campo di fiori di lino color blu tenue che sbocciano in una fattoria nel nord dell’Irlanda. Burton e il suo team hanno visto questo campo durante un viaggio di ricerca la scorsa estate e il mini abito dai petali a punta blu che ha ispirato, ha poi sfilato sulla passerella parigina lo scorso ottobre.

Mini abito a petali dalla punta blu, Primavera/Estate 2020
Mini abito a petali dalla punta blu, Primavera/Estate 2020
Alexander McQueen Primavera/Estate 2020, Courtesy Alexander McQueen
Alexander McQueen Primavera/Estate 2020, Courtesy Alexander McQueen

È questa la naturale creatività "a km 0" coltivata da Alexander McQueen? Sì, ma è radicata nel savoir-faire britannico che può raggiungere vette alte quanto l’Haute Couture. Per essere completamente sinceri, vi dirò che Sarah Burton mi ha chiesto di co-curare il progetto. Non è il tipo che ama vantarsi dei propri talenti ed è riluttante a concedere troppe interviste. Tuttavia, ciò che ho capito lavorando con lei è che il suo modo di operare collaborativo è guidato da un occhio dal perfezionismo assoluto e un istinto infallibile nel capire ciò che funziona. Inoltre, non dimentica mai nulla: non un abito, un taglio, un’emozione, un quadro. Ricorda ogni episodio del backstage, da quelli più esilaranti a quelli tesi fino a quelli che non possono essere messi per iscritto. Tutto questo, oltre alla lealtà e al talento, sono le caratteristiche che hanno attratto Lee McQueen e, oserei dire, anche la Duchessa di Cambridge.

È molto tipico della sua persona far partire un progetto che ha a che fare con l’ispirare e il motivare gli studenti ritrovandosi a sua volta ad essere ispirata lei stessa. I veri fan McQueen non potranno non notare un abito indossato da Stella Tennant durante la sfilata primavera estate 2020, impreziosito con ricami di schizzi realizzati dagli studenti del Central Saint Martins durante una sessione di illustrazione di moda tenutasi presso lo store McQueen a inizio dell’anno. Nelle note di sfilata che accompagnavano lo show parigino, tutti gli studenti erano accreditati per nome per le loro opere, come anche, in gruppo, i vari membri dello staff di tutta l’azienda che si sono occupati dei ricami a mano.

Stella Tennant indossa Alexander McQueen Primavera/Estate 2020
Stella Tennant indossa Alexander McQueen Primavera/Estate 2020
Chloe Le Drezen

L’eco del passato all’insegna della tradizione manuale e partecipativa promossa da Lee McQueen continuerà a riecheggiare nel futuro? È sicuramente qualcosa che sta molto a cuore anche a Sarah Burton. Sta trovando una sua voce distintiva in maniera sempre più chiara attraverso la condivisione con gli altri, nel modo più reale e concreto che esista. Alla fine della sua ultima sfilata, quando ha portato in passerella il team di persone con cui lavora dietro le quinte per accogliere l’applauso insieme a loro, le gente del pubblico era in lacrime. La sua attenzione per la comunità, il lavoro di squadra, il suo modo di operare in maniera pacata, profonda e sincera è finalmente diventato il suo super potere.

**Roses è aperta al pubblico durante l’orario di apertura dello store Alexander McQueen al numero 27 di Old Bond Street, Mayfair, Londra **

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Vogue.co.uk



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Si rinnova per la seconda volta la collaborazione Swatch X You by Alessandro Enriquez. Questa volta il designer siciliano ha realizzato una stampa dallo stile pop, che lo contraddistingue, come sfondo per la grafica degli Swatch. Il progetto di personalizzazione Swatch X You consente infatti agli utenti di decidere il risultato finale del proprio orologio, scegliendone tutte le caratteristiche estetiche.

La grafica di Alessandro Enriquez, fatta di bandiere, elementi ispirati alla Pop Art e lettering, insieme ai suoi tipici doppi cuori, celebra, italianizzandola, la giornata del Thanksgiving americano. Proprio il suo doppio cuore rappresenta, in questo caso, l’amore reciproco delle due culture. Grazie a un sistema di configurazione online, l’utente potrà spostare il proprio orologio come un cursore sulla stampa, decidendo di fermarlo in corrispondenza di quella sezione che poi comparirà sullo Swatch. Inoltre sarà possibile decidere il colore del meccanismo a vista e di apporre un messaggio o una dedica sul retro della cassa.

Swatch X You by Alessandro Enriquez sarà disponibile online sul sito di Swatch fino all’8 dicembre 2019.



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